Minecraft Story Mode Stagione 2: Recensione Episodio 3 (Jailhouse Block)


Abbiamo due notizie per voi: una buona, e una cattiva. Quella cattiva è che le fasi giocate di Minecraft Story Mode, in continuo aumento, sono sempre peggiori. Quella buona, invece, è che tutto il resto sta crescendo a dismisura. La qualità della scrittura e della narrazione si è impennata vertiginosamente, mentre la precisione con cui tali intermezzi narrativi scandiscono la progressione si è fatta davvero chirurgica.
Per ogni attimo di stanca c’è una porzione di gioco eccitante e ben scritta ad attenderci dietro l’angolo. Insomma, per tanto tempo ci siamo battuti contro la pochezza ludica delle produzioni Telltale, ma la verità è ormai sotto gli occhi di tutti: il team californiano rende molto di più quando si concentra sulla stesura del copione, che non quando cerca di scervellarsi su ipotetici innesti di gameplay, che abitano al di fuori della loro personale “comfort zone”.

Ci eravamo lasciati con una scioccante rivelazione: Vos, in realtà, non era Vos. Era l’Amministratore, un sorta di Ganondorf blocchettoso e decisamente folle. Dopo tanto tempo, abbiamo finalmente scoperto il suo vero aspetto. Ancora non abbiamo ben chiare le sue intenzioni, ma una cosa è certa: è molto più interessante dell’antagonista della prima stagione.
Anche i nuovi personaggi, in realtà, si sono rivelati ben più interessanti di quanto ipotizzassimo. Radar è un personaggio atipico, un codardo che sta cercando di vincere le sue paure. Anche Jack ha saputo dimostrare il proprio valore come personaggio principale. Dopo esser stato eletto suo malgrado “nuovo campione dell’Amministratore“, si è visto costretto ad obbedire per un breve periodo di tempo ai malati ordini del nuovo padrone. Il leggendario avventuriero è però rapidamente divenuto un elemento imprescindibile della compagnia, e il suo allontanamento forzato dall’ovile era sembrato fin da subito passeggero e poco credibile.

La vera novità dell’episodio è però rappresentata dal cosiddetto Prigioniero X, nome in codice con cui viene identificata una ragazza di nome Xara, portatrice all’interno di questo terzo episodio di numerose rivelazioni. Scopriremo grazie a lei nuovi dettagli sulla vita dell’Admin, sul suo passato e sulle motivazioni che lo hanno portato a confinare la ragazza in un’ala speciale della sua inespugnabile prigione, appositamente creata per l’occasione. Il destino del “prigioniero X” e quello di Romeo, vero nome dell’Amministratore, sono legati indissolubilmente. Quella tra i due è una rivalità che va avanti da anni, e probabilmente tutto ciò porterà Jesse e la nuova arrivata ad allearsi per sconfiggere il nemico comune.

Un altro personaggio ricorrente nelle ultime puntate è quello di Stella. Antipatica come pochi altri nel mondo di Minecraft Story Mode, la fondatrice di Champion City è ormai divenuta una delle figure centrali dell’intera vicenda. Dopo essersi offerta volontaria di aiutare l’Admin nell’episodio precedente, si è ritrovata da un momento all’altro a gestire una delle sezioni più infime della prigione di Romeo, la stessa in cui sono stati rinchiusi i nostri eroi.

Ma visto l’andamento degli eventi, anche una persona ottusa e boriosa come lei ha impiegato davvero poco a capire che il suo caro maestro, in realtà, non aveva fatto altro che sfruttarla per cercare di portare a termine i suoi loschi piani. Qualcosa, insomma, sembra destinato a cambiare, e questo potrebbe trasformarsi in un aiuto gigantesco per Jesse e compagni.
Speriamo vivamente di poter scoprire presto qualcosa in più sulle reali intenzioni dell’Amministratore, perché insomma, il personaggio è intrigante e ben costruito, ma rischia di trasformarsi nel classico cattivone tutto fumo e niente arrosto; uno di quelli che fanno cose cattive perché sono cattivi e fuori di testa. E questa, sinceramente, sarebbe una grandissima delusione.
Va detto però che, nel bene e nel male, questo terzo episodio ha comunque contribuito a rendere un po’ meno vaporoso ed etereo il passato del personaggio, lasciando aperta la porta a tante possibili strade.

Le parti più deboli del pacchetto, lo ribadiamo, sono proprio quelle in cui si gioca di più. Quella iniziale di questo capitolo, quando stavamo prendendo confidenza con l’ambiente della prigione, è stata davvero difficile da superare senza addormentarci. Le parti giocate stanno diventando sempre più tediose e stucchevoli. Camminare in ambienti claustrofobici al fine di parlare in sequenza con qualche personaggio ben evidenziato non corrisponde esattamente alla nostra definizione di divertimento. Le parti più ragionate stanno diventando peggio dei Quick Time Event: sono ugualmente guidate, ma meno incalzanti e spettacolari.

Lo stesso discorso potremmo inoltre farlo per i combattimenti, anche se con qualche piccola eccezione.
L’evoluzione strutturale delle sequenze di lotta ha portato il team di sviluppo ad inserirle in numero sempre maggiore all’interno di ciascun episodio, ma non sempre questa evoluzione sembra aver fatto bene alla progressione. Tali sezioni si sono progressivamente fatte sempre più lunghe, e non sempre appaiono riuscitissime.
Non mancano però alcune eccezioni: davvero lodevole ci è parsa, ad esempio, quella che ci siamo trovati ad affrontare nel finale di questo terzo episodio. Leggermente più dinamica e incalzante, la lotta contro il Ghast gigante dalle molteplici facce e i suoi simili ci ha tenuti incollati allo schermo, sebbene le meccaniche fossero davvero banali e ripetitive e la difficoltà abbastanza ridicola. I nostro consiglio ai ragazzi di Telltale, insomma, è quello di lasciare implementazioni ardite come le schivate e la barra della stamina a chi davvero sa come sfruttarle, per concentrarsi sul resto.

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