FIFA 18: Recensione della versione per Nintendo Switch


Electronic Arts sceglie una strada diversa per “travasare” il suo sportivo più importante su Nintendo Switch e, paradossalmente, è proprio la stessa che gli avrebbe garantito dozzine di critiche in epoca Wii U. Ma stavolta c’è una differenza sostanziale, legata anche a come cambiano le percezioni dei porting, e forse anche a come cambiano i gusti degli appassionati. Del resto, moltissimo tempo fa, conversioni monche o chiaramente inferiori erano all’ordine del giorno tra Amiga, Megadrive, Pc e Super Nintendo; qualche anno fa, invece, qualsiasi versione “in tono minore“, senza tutte le feature tecniche delle controparti principali, diventata invece tremenda, squalificata dagli scontenti e abbandonata a sé stessa.
Ecco: il punto di questa analisi è che FIFA 18 per Switch non è bello da vedere come le altre versioni, non gira nemmeno sullo stesso motore grafico, ma è sufficientemente affascinante e così divertente da giocare che dopo un po’ (dopo pochissimo!) non ci si fa più caso.
Un altro punto importante è che, nonostante non sia appariscente come i suoi parenti, questo FIFA 18, al contrario delle vecchie versioni per Wii U, include tutte le modalità che contano.
Insomma, è vero che ci sono delle imperfezioni tecniche a volte ben visibili, come le animazioni che per esempio sono un mix tra vecchio e nuovo e non sempre funzionano benissimo, o i volti non hanno nulla a che vedere con quelli presenti nelle altre versioni, o i dettagli di campo e pubblico; eppure questo episodio “ibrido” (proprio come la console che lo ospita) funziona a meraviglia. Funziona a meraviglia grazie ai 60fps granitici, e grazie a uno stile di gioco che sembra riprendere con grande maestria tutto il meglio dei FIFA per la passata generazione di console, dimostrando che l’avanzamento nel gameplay di questi giochi è di fatto una sintonizzazione infinita del medesimo sistema, dove basta lavorare sul bilanciamento di certi aspetti per ottenere un meccanismo efficace e funzionale.

Per gli appassionati di lungo corso, mettere le mani su questo gioco è un po’ come incontrare dopo anni un vecchio amico e chiedergli: “dove eravamo rimasti?“. C’è molto di vecchio ma anche qualcosa di straordinariamente nuovo in questa versione, un qualcosa che rende i match divertenti, dinamici, spettacolari come non mai. FIFA18 su Switch è un piacere da giocare, sia collegati comodamente alla Tv che raminghi per il mondo, e ogni aspetto tecnico del gioco sembra studiato appositamente per funzionare il più velocemente/comodamente possibile in entrambi set-up che Switch è capace di offrire.

Questo si traduce in una deliziosa fluidità su campo e in una scattante reattività dei menù, inclusi salvataggio e caricamento, fornendo un’esperienza di gioco sempre estremamente piacevole, anche quando la batteria segnerà oramai il rosso.
L’ottima fluidità dell’azione è leggermente sporcata da qualche animazione non proprio perfetta, ma la grande varietà di opzioni a disposizione per orchestrare le proprie offensive permette di interpretare la partita secondo le proprie disposizioni. Che sia a seguito di un dribbling spericolato o di un cross calcolato al millimetro, costruire l’azione regala solide soddisfazioni, così come pure gestire il gioco difensivo. È vero, alle squadre e ai campionissimi mancherà la personalità che invece hanno nelle altre versioni, ma ci sta bene così: su Switch, FIFA 18 propone un gameplay più diretto, snello, forse spostato leggermente più verso il primo termine se vogliamo parlare di bilanciamento fra arcade e simulazione.
Il vero marchio di fabbrica della serie, ovvero la sensazione di controllo integrale sui movimenti dei giocatori, è comunque sempre lì ad accoglierci. L’azione è di gioco si fa però più rapida e incalzante, ma sempre leggibile, chiara, spettacolare. Rispetto alle altre edizioni di >FIFA 18, quella Switch propone insomma una progressione dai ritmi più rapidi, serrati, basata sulle ripartenze e sui tocchi di prima, e quindi perfetta anche per una partita “mordi e fuggi”.

Dal punto di vista delle modalità, segnaliamo la già ben discussa assenza della seconda stagione de Il Viaggio: su Switch non c’è spazio per la carriera di Alex Hunter, per una mancanza che al contrario di quanto accade in NBA 2K -dove la carriera rappresenta una delle colonne portanti del gioco- ha un peso fortunatamente variabile in base alle vostre abitudini. Ciò che davvero conta, ovvero il FIFA Ultimate Team, è presente con tutto o quasi il suo carisma, anche se naturalmente, vista la natura stessa della modalità, sarà necessario essere online per poterne usufruire. La carriera da manager e tutte le altre modalità presenti sono perfettamente giocabili anche offline, dove però bisogna comunque spesso farsi strada attraverso due, tre o quattro finestre che ci ricordano quanto è bello il mondo iperconnessi, come se non lo sapessimo già da noi. Ma a guardare bene, addentrandosi nei menù, nel tempo spuntano anche altri omissis, come minori opzioni nelle trattative con i tesserati e l’impossibilità di cambiare le strategie dei singoli calciatori. Online il gioco se la cava davvero bene, ma anche qui c’è qualche rinuncia, anzi forse la più fastidiosa: non ci si può sfidare tra amici perché semplicemente non c’è una funzione invito. Ma almeno ci si può sfidare per strada, visto che in locale è prevista la possibilità di giocare con un Joycon a testa, oltre ad essere possibile partecipare alla stesso torneo utilizzando due diversi Switch.

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