Gundam Versus per PlayStation 4 Recensione


Correva l’anno 2001 quando Mobile Suit Gundam: Federation vs. Zeon DX, videogioco basato sulla serie televisiva Mobile Suit Gundam, approdò sulle PlayStation 2 giapponesi, dando inizio ad un longevo franchise che oggi vanta una dozzina di installazioni almeno. Ma se il gioco originale era incentrato sulla leggendaria e originale serie anime di Yoshiyuki Tomino, le successive incarnazioni avrebbero ben presto adottato la formula del crossover, includendo non solo le unità tratte da un singolo prodotto del franchise, bensì da più iterazioni dello stesso, incluse le più recenti. Di questi titoli, tuttavia, nessuno raggiunse il continente europeo, che fatta eccezione per i titoli musou di Koei Tecmo Games, non vede un videogioco su Gundam per home console dal lontano 2002.
Questo triste quindicennio di uscite mancate è stato finalmente infranto da Gundam Versus, il più recente episodio della serie VS., disponibile in Europa in esclusiva per PlayStation 4 già dallo scorso 29 settembre. Essendo un gioco principalmente online, nelle ultime settimane l’abbiamo sottoposto ad una lunga prova, anche perché i giocatori scarseggiano ancora oggi e valutare attentamente le delicate modalità multiplayer ha richiesto molto più tempo del previsto. Tuttavia, se le notizie giunte dal Giappone nei mesi antecedenti il rilascio occidentale avevano acceso un campanello d’allarme sulla qualità del prodotto, la nostra prova finale ha confermato una grossolana carenza contenutistica che rende il titolo riuscito solo a metà. Scopriamone i motivi.

Gundam Versus appare in tutto e per tutto come un picchiaduro arcade a squadre, dove l’obiettivo del giocatore è azzerare la barra “Team” del nemico, cercando al contempo di preservare la propria. Dal momento che a ciascun Mobile Suit (che d’ora in poi abbrevieremo MS) è assegnato un valore numerico, stabilito in base alla potenza di fuoco della singola unità, la barra sopramenzionata determina il numero di volte in cui il proprio mecha e quelli dei compagni possano essere distrutti prima che la squadra incappi in un brusco game over. Dimenticatevi dunque le ottime modalità storia che potreste aver sperimentato -e apprezzato- nei precedenti titoli della saga, e che attraverso un susseguirsi di missioni sempre più impegnative permettevano di ripercorrere gli eventi di una o più serie d’animazione del brand; fatta eccezione per una modalità chiamata “Battaglia di Prova“, che vede il giocatore affrontare in rapida successione un certo numero di sfide dalla difficoltà sempre crescente, il nuovo Gundam Versus non presenta contenuti da giocare in single player, ma, come già menzionato nella nostra introduzione, risulta quasi interamente votato al multiplayer online. È addirittura assente qualsiasi modalità multigiocatore offline.

Dato che il titolo propone scontri nelle formule 2-vs-2 e addirittura 3-vs-3 (indiscussa novità di questa incarnazione del brand), la scelta del proprio MS ha un’importanza fondamentale e legata a doppio taglio alla strategia del team: se la selezione di un MS molto potente, in genere, garantisce almeno offline un vantaggio sulle unità nemiche, nel multiplayer è invece importante formare squadre bilanciate e composte da almeno un mecha dotato di terrificanti attacchi a lungo raggio, essenziali contro i boss più laboriosi, e qualche MS votato al combattimento ravvicinato, affinché possa sbaragliare i nemici più deboli o comunque equipaggiati con scudi particolarmente efficaci. Come se non bastasse, l’utilizzo esclusivo di robot dai parametri molto alti fa sì che la barra Team si esaurisca assai più in fretta del normale, favorendo una prematura sconfitta. L’uso di un’adeguata strategia e soprattutto la comunicazione (attraverso una vasta gamma di frasi e azioni preimpostate) diventano dunque imperativi negli scontri online.
Affrontabile sia offline in solitaria, che online in compagnia di un amico, la modalità principale del titolo è rappresentata dalla cosiddetta “Battaglia Finale“, la quale pone il giocatore contro ondate sempre più ardue di avversari da sconfiggere: in base alla difficoltà selezionata, l’utente è infatti chiamato a superare 10, 25 o anche 50 orde di nemici slegati fra loro, in una campagna priva del benché minimo intermezzo narrativo, cercando naturalmente di risparmiare quanti più punti possibili della già analizzata barra “Team”. Anche in questo caso, dunque, il totale azzeramento della suddetta barra comporta il game over; va comunque precisato che in questa modalità, la sconfitta di ciascuna ondata assegna al giocatore un certo numeri di punti, calcolati in base a tempestività ed altri fattori, da spendere ogni cinque ondate per ricaricare appunto la barra Team, aumentare i danni o la resistenza agli attacchi in mischia e a lungo raggio, e così via, oppure ancora migliorare l’efficacia delle unità di supporto.

Dette Striker, queste sono evocabili sul campo di battaglia attraverso la pressione di un tasto e in genere scompaiono subito dopo aver portato a termine un singolo attacco, in base all’equipaggiamento in dotazione del mecha selezionato: per farvi qualche esempio, il Gundam Deathscythe Hell, una volta evocato, si scaglia con la propria falce sul bersaglio e lo paralizza per qualche secondo, offrendo al giocatore l’occasione perfetta per finirlo; il Gundam Heavyarms, invece, dispone di attacchi a lungo raggio capaci di fermare con estrema facilità l’offensiva delle unità votate al combattimento ravvicinato. Anche in questo caso, dunque, la scelta dello Striker andrebbe quantomeno effettuata con criterio in base alla tipologia del proprio MS principale, in modo da sopperire alle sue eventuali mancanze.

Una notevole valenza strategia è stata infine assegnata anche ai due power-up momentanei, detti Gear, cui ciascun MS può accedere: il primo, chiamato Blaze, incrementa esponenzialmente la potenza di attacco, mentre il secondo, detto Lightning, offre un mostruoso bonus in termini di velocità. Sebbene, sulla carta, entrambi i potenziamenti garantiscano dei cospicui vantaggi, solo il primo ci è apparso realmente utile e in grado di ribaltare le sorti dello scontro, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti, dove la forza bruta fa spesso la differenza tra vittoria e sconfitta.
Dopo aver esaminato le varie dinamiche del gameplay e le caratteristiche della modalità principale, ci duole ammettere di come il gioco abbia poco altro da offrire, sia in termini di roster giocabile che per quanto riguarda le modalità secondarie.
Proprio il roster è uno degli aspetti più deludente del pacchetto: sebbene questo vanti ben 94 MS, più una dozzina di costosi DLC (di cui tre disponibili gratuitamente nel VIP corner di Bandai Namco Europe), molte delle unità selezionate dallo sviluppatore ci sono parse assai discutibili. Non solo Bandai Namco Games ha spesso scelto troppi robot da una singola serie, destinando un sacco di slot a mecha di dubbia rilevanza nel franchise e persino a qualche fastidioso doppione, ma addirittura Gundam Versus non presenta alcun esponente tratto da serie recenti, e apprezzate, come Gundam SEED Destiny o la seconda stagione di Gundam 00. Alle gravi assenze accusate dal roster vanno poi aggiunti inspiegabili problemi di bilanciamento riscontrati fra le unità più amate dai fan e le meno gettonate: se, ad esempio, il Nu Gundam presenta un moveset molto efficace e variegato, MS tratti da serie meno apprezzate, come appunto Gundam Wing, riscontrano non poche difficoltà quando impegnati contro i mecha appartenenti alla prima categoria. Un problema imputabile al fanservice? Magari no, però è alquanto evidente come i Gundam più “benvoluti” dal fandom abbiano ricevuto un maggior numero di attenzioni da parte del team di sviluppo.
Come accennato, il titolo risulta carente anche in termini di modalità secondarie, presentando giusto scontri diretti online, magari classificati, in chiave 1-vs-1, 2-vs-2 e 3-vs-3. Il vero difetto del gioco è però il netcode: indipendentemente dalla modalità selezionata e dalla formula degli scontri, la maggior parte delle partite online è affetta da un lag insostenibile che mette fine alle stesse con una frequenta imbarazzante. Vi basti pensare che abbiamo impiegato alcune settimane prima di poter provare decentemente le (poche) funzioni online senza cadere già all’inizio di una missione, sia che giocassimo con utenti europei (invero rarissimi), sia che ci trovassimo in squadra coi nostri cugini oltreoceano – un caso in cui, va sottolineato, la già grave situazione diventa persino intollerabile, soprattutto se consideriamo che questo dovrebbe essere un gioco studiato appositamente per l’online. È curioso che fallisca miseramente proprio nel suo obiettivo primario.

Cos’ha dunque Gundam Versus di buono da offrire? Trattandosi di un titolo sviluppato interamente (e alla buon’ora!) su PlayStation 4, i modelli poligonali dei MS e gli scenari di battaglia sono proposti con certosina fedeltà, per la gioia dei fan storici del brand. Ottima anche la colonna sonora, la quale vanta non solo ispirate musiche di sottofondo, ma persino alcune delle più belle e iconiche canzoni del franchise, come ad esempio Invoke, l’indimenticabile prima sigla d’apertura di Gundam SEED. Non si può dire lo stesso del lavoro svolto in fase di traduzione e adattamento: non solo alcuni passaggi sono stati tradotti in maniera frettolosa, ma i titoli sbloccabili (con cui personalizzare la propria scheda online) accusano un adattamento mediocre e approssimativo, che nei casi più eclatanti snatura ed addirittura altera il vero significato delle parole.

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