Ghost Recon Wildlands: Recensione del DLC Fallen Ghosts


La Bolivia si è risvegliata da El Sueno, per piombare in un incubo.
Il Re è finalmente caduto. Le strade sembrano ormai ripulite dall’immonda sozzura che le infestava quando il Santa Blanca spadroneggiava incontrastato vessando una popolazione inerme. I ribelli festeggiano e ringraziano il gruppo di Ghost con cui hanno condiviso decine di battaglie favorendo la liberazione della martoriata terra boliviana. Il supporto statunitense e l’intervento dell’Agenzia, insomma, sembrano esser stati davvero provvidenziali per evitare il baratro. Certo, la più grande superpotenza del mondo occidentale non è un ente di beneficenza e interviene ogni qualvolta suoi non sempre precisati “interessi” vengono minacciati da qualcosa. O qualcuno.
È passato ormai del tempo dalla bomba all’ambasciata americana e dalla brutale uccisione dell’agente Sandoval. La squadra Ghost ha fatto il proprio dovere, eliminando con lucido metodo e grande solerzia gli esponenti dei narco-terroristi del Santa Blanca giungendo a decapitare il vertice dell’organizzazione. Solo poche sacche di resistenza si leccano le ferite continuando imperterrite il proprio mestiere. La Bolivia sembra ormai a un passo dalla salvezza; l’Agenzia può contare su una massiccia presenza di agenti sul territorio per controllare la situazione, collaborare coi i ribelli e ristabilire una parvenza di civiltà.

L’improvviso vuoto di potere dovuto alla prematura dipartita di El Sueno, però, ha destabilizzato ancora di più un paese al collasso. Politici e mestieranti, praticamente spariti (o corrotti) al tempo del Cartello, hanno fatto il loro ritorno, creando più guai che altro. Una fuga di dati sensibili ha compromesso le operazioni della CIA, disperdendo gli agenti sul territorio e costringendoli a nascondersi dalla nuova minaccia che sta per abbattersi sulla Bolivia: i Los Extranjeros. Gli stranieri. Un gruppo di mercenari ben organizzato e armato sino ai denti, ingaggiato dai vertici dell’Unidad per – sostengono – governare il paese. Il problema dei mercenari è che la loro lealtà va solo al denaro, da qualunque fonte provenga. Come una sorta di cancro, gruppo si è quindi stanziato su tutto il territorio attirati dagli immensi guadagni derivanti dal traffico di droga. In buona sostanza, i mercenari hanno riempito il vuoto lasciato dal Santa Blanca perpetrando atrocità ancora più brutali sui poveri civili, passati dalla padella a una brace che brucia come le fiamme dell’inferno. Bowman, quindi, invia nuovamente i Ghost in Bolivia per una missione ad alto rischio: ristabilire i contatti con gli agenti della CIA dispersi e svelare al mondo le nefandezze dei Los Extranjeros. L’elicottero, però, viene abbattuto nel bel mezzo della giungla in pieno territorio nemico e il gruppo si trova costretto a rivedere l’ordine delle priorità. Prima di tutto sopravvivere a un esercito di mercenari equipaggiati con armamenti di ultima generazione, ristabilire i contatti con l’Agenzia e porre fine al terrore scatenato dagli Stranieri con qualunque mezzo.

I termini della narrazione, insomma, mutano nuovamente rispetto a quanto propostoci in Narco Road. I toni, dopo la peculiare deriva “pop” della scorsa espansione, tornano ad essere tremendamente seri e riprendono pienamente (e per fortuna) le atmosfere con cui avevamo lasciato la campagna principale. Dunque, messe da parte frenesia, sgargianti auto pimpate, Monster Truck, sfide Electro, folli missioni sotto copertura e buchones strampalati, la squadra Ghost torna in tutto il suo splendore, riprendendosi con carattere la scena. Il nostro nuovo obbiettivo, ora, consiste nel fermare il gruppo mercenario che sta trucidando senza pietà il popolo boliviano. Come al solito, la via migliore è quella di decapitare il vertice dell’organizzazione in modo che il gruppo, privo di un leader forte e carismatico, si disperda. Il personaggio in questione è il colonnello Juan Ignacio Merlo: un individuo senza scrupoli, estremamente potente, veterano di mille conflitti e un criminale di guerra le cui mani sono imbrattate di sangue innocente. I tre luogotenenti che dobbiamo sistemare prima di giungere a lui non sono certo da meno. Accantonata la dinamica dei follower, il titolo rientra nei canoni proponendoci una buona quantità di missioni che ci permettono di stringere progressivamente il cerchio e liberare le aree occupate. Boss di altrettante aree, prima di poter stanarli dal loro rifugio i tre riescono a darci del filo da torcere grazie alla potenza militare impiegata dal gruppo di mercenari. Oltre ai sbandati del Santa Blanca (ridotti a qualche sparuto gruppo male armato) e all’onnipresente e fastidiosa Unidad, il DLC introduce, infatti, quattro archetipi di nemici inediti che non hanno nulla a che spartire con i male armati narcos superstiti che, al confronto, sembrano dei bulli di quartiere.

Armati sino ai denti, i mercenari possono contare su un equipaggiamento all’avanguardia, in grado di rivaleggiare con quello dei reparti speciali statunitensi. In più di un’occasione sono riusciti a crearci delle serie difficoltà, costringendoci a ripensare alle strategie di ingaggio utilizzate sino ad ora. I Tiratori Scelti sono ancora più letali con un red dot ad alta precisione; i Corazzati sono invece degli energumeni fasciati di un’armatura completa in acciaio e carbonio che li rende dei clienti scomodi se non eliminati dalla distanza con un bel headshot; i Jammer, lo dice il nome stesso, portano uno strumento di disturbo che impedisce di utilizzare il drone e oscura minimappa e mark dei bersagli. Infine, gli Operatori Speciali sono delle carogne: indossano una mimetica ottica che li rende praticamente invisibili. Sparsi nella fitta boscaglia, immobili in attesa della preda, possono essere individuati solo con il visore termico ma il loro abbattimento resta affare del giocatore, in quanto il marcatore sincronia su di loro si rivela del tutto inefficace.

Il grado di sfida, insomma, risulta ben bilanciato e capace di offrire ore impegnative e divertenti anche ai veterani che anno speso decine di ore a dar la caccia a El Sueno. A contorno di una buona campagna, il sandbox targato Ubisoft propone ovviamente diverse attività secondarie sparse per ognuna delle tre regioni. Queste variano dalla consegna del veicolo, alla liberazione delle torri di comunicazione controllate dai Los Extranjeros sino alla caccia all’uomo, all’estrazione del VIP ribelle e al sabotaggio. Come di consueto, le quest secondarie mettono in palio risorse, punti abilità ed esperienza con cui innalzare il livello del personaggio (al pari di quanto visto in Narco Road creiamo da zero il nostro alter ego, iniziando dal livello 30 sino al level cap 35) e sbloccare tutte le abilità presenti nell’inedito ramo dedicato all’espansione.
Quest’ultimo introduce skill uniche dedicate principalmente alla resistenza fisica e all’equipaggiamento: armi e drone. Il fido quadricottero si trasforma in un’arma a tutti gli effetti, in quanto può essere equipaggiato con un numero limitato di proiettili, una carica esplosiva e un dispositivo accecante in stile flash bang. La nuova arma che ruba la scena e mette in secondo piano le altre nuove aggiunte, invece, è la balestra: in dotazione agli Operatori Speciali Los Extranjeros è silenziosa (ma può essere equipaggiata anche con dardi esplosivi), precisa e letale. Insomma, un modo inedito con cui approcciare il nemico a distanza ravvicinata.

In Fallen Ghosts tutto sembra giocare contro di noi, persino le condizioni atmosferiche e il terreno avverso. Soli, circondati da un gruppo di spietati mercenari ottimamente equipaggiati e senza la possibilità di contattare l’Agenzia, la nostra squadra si ritrova immersa – letteralmente – nel pantano della giungla e delle paludi. Il team di sviluppo ha modificato le condizioni atmosferiche per rendere tutto più impegnativo e spettacolare. Ora la pioggia viene a farci visita con costanza, mentre affondiamo nel fango e attendiamo pazienti nel fitto intrico di rami e fogliame, prima di sferrare l’attacco decisivo. Per rendere il tutto ancora avvincente, infine, è sempre possibile selezionare i livelli di difficoltà più alti e disattivare l’HUD di gioco affidandoci solo alle nostre abilità tattiche. Fallen Ghosts, in definitiva, possiede tutto quello che ci saremmo aspettati da un DLC dedicato all’ultima avventura dei Fantasmi.