Forza Motorsport 7: Recensione del nuovo racing game di Turn10


Forza Motorsport 7 si posiziona sulla linea di partenza, in pole position tra le esclusive Microsoft di questo autunno ed in attesa di mostrare al mondo le capacità di Xbox One X e del suo 4K nativo. Per poter dare un’occhiata alle vere potenzialità tecniche della produzione, ovviamente, ci toccherà aspettare l’uscita del nuovo hardware, in arrivo circa un mese dopo l’esordio della produzione targata Turn 10. Una scelta abbastanza peculiare, quella di non lanciare il gioco il giorno stesso della console che gli permetterà di esprimersi al meglio: presa forse per non perdere troppo terreno rispetto alla concorrenza, che questo autunno è più agguerrita che mai.
Forza Motorsport 7, ovviamente, non se la cava male neppure su Xbox “regolare”, grazie al solido modello di guida (raffinato di edizione in edizione) e ad una corposa mole di contenuti. Tuttavia, bisogna ammettere che questo nuovo capitolo del simulatore di Dan Greenawalt sembra, più che un’evoluzione dei precedenti episodi, una sorta di grande celebrazione delle conquiste della saga. Ci sono alcune importante novità, come l’introduzione delle condizioni atmosferiche dinamiche, ma rispetto al precedente capitolo, che riuscì a stupire tutti grazie all’incredibile vastità del parco macchine ed alla varietà di competizioni, l’impatto di Forza 7 è un po’ meno destabilizzante.
Il fatto è che questo episodio fa esattamente quello che deve, senza colpi di testa o trovate particolari: è un capitolo, insomma, che regala poche sorprese, e soprattutto si rifiuta di ridefinire la progressione della campagna, che rispetto a quella di altri racing game resta troppo generica e indistinta (sebbene molto diversificata).
Siamo convinti, insomma, che il punto forte di questo episodio sia proprio legato all’aggiornamento tecnico che, su un hardware più “scattante”, gli permette di raggiungere risoluzioni vertiginose senza compromessi in termini di fluidità. Si tratta di conquiste importanti, soprattutto in ottica futura, che per il momento restano “nascoste”, e che pure in futuro saranno apprezzabili solo a chi deciderà di buttarsi a capofitto su Xbox One X. Per tanti giocatori, insomma, Forza Motorsport 7 resterà il classico “capitolo di transizione”: necessario per non perdere l’appuntamento annuale con il brand (considerando ovviamente le uscite della serie parallela Forza Horizon), ma non troppo distante dalle conquiste del predecessore.

L’esperienza di Forza Motorsport 7 comincia “insegnandoci” le doti di un buon pilota, dalla passione per la velocità alla capacità di adattarsi a qualsiasi situazione. Mentre una voce narrante, come sempre molto avvolgente, si impegnerà a trasmetterci la trascinante passione per il mondo dell’automotive, per il brivido della corsa e per la perfezione meccanica dei bolidi con cui gareggeremo, saremo quindi chiamati ad affrontare un tris di gare, così da prendere confidenza con il sistema di guida ed iniziare a scolpire la personalità del Drivatar che ci verrà associato.
Si comincia con un giro sul circuito di Dubai, l’unica novità integrale nella lista dei tracciati, per proseguire con una scampagnata al Mugello ed una gara bagnata sul classico Suzuka Circuit.
Sbrigate queste formalità si apre di fronte al giocatore la carriera vera e propria, suddivisa in sei diversi campionati. Si parte dal Seeker Championship per salire, attraverso il Campionato Evoluzione, Dominio e Maestri, fino alla Forza Driver’s Cup, la competizione di maggior peso e quella con gli eventi più spettacolari e impegnativi. All’interno di ogni campionato troviamo vari eventi tematici, suddivisi tra Serie ed Esibizioni. Le prime ci chiedono di gareggiare in sequenza su diversi tracciati, spesso scegliendo una vettura appartenente ad una specifica categoria (a meno che non si tratti degli eventi “Open”). Si va dalle Muscle Car Americane alle Hot Hatch moderne, passando per i SUV, le sportive vintage e le “leggendarie” Open Wheel.
Le Esibizioni sono invece competizioni “mordi e fuggi”, solitamente singole gare che possono essere davvero particolari, tra giri lanciati, curiosi bowling a bordo di una Limousine, e gare di sorpasso in cui “sverniciare”, a bordo di una scattante Spyder, una serie interminabile di meno prestanti 500 sportive.
Avrete capito che il leitmotive della campagna di Forza Motorsport 7 è la varietà. Schizzando dalle sportive alle auto d’epoca, ma senza dimenticarsi di passare da titanici Racing Truck e dalle vetture elettriche della Formula E, il nuovo capitolo della serie si prefissa l’obiettivo di consegnarci una campagna il più possibile diversificata. Il parco macchine che annovera oltre 700 modelli, del resto, è più che sufficiente a sostenere questa incredibile diversità.

Crediamo, tuttavia, che proprio la struttura del Single Player avrebbe bisogno di una decisa svecchiata. Tutto ruota ancora attorno all’idea della collezione, e l’obiettivo principale sembra essere quello di costruire uno smisurato garage, accumulando vetture di ogni tipo. Si vincono le gare per accumulare crediti e guadagnare auto bonus, alzando parallelamente il livello della nostra collezione, per avere accesso ad auto “rarissime” e “leggendarie”, che a loro volta ci permetteranno di correre altre competizioni.
Il meccanismo riesce solo inizialmente a trasmettere un buon senso di progressione, ma sulla lunga distanza manca forse di mordente. Probabilmente, anche in virtù del suo ottimo modello di guida, Forza Motorsport potrebbe tentare di costruire una carriera finalmente più realistica, scandita in maniera più efficace, avvicinandosi magari alle conquiste del recente Project Cars 2. Avremmo piacere di vedere weekend di gara, qualificazioni, magari persino la necessità di stringere contratti con i produttori, invece di una serie di eventi completamente slegati tra loro.
Anche perché, a dirla tutta, per accumulare i punti esperienza necessari a sbloccare i diversi campionati bisogna -di tanto in tanto- dedicarsi pure ad operazioni un po’ noiose, come correre quattro gare in sequenza a bordo di veicoli che non ci interessano minimamente (e che, come i Truck o gli ATV, neppure riescono a tirare fuori il meglio dal driving system).
A dirla tutta pure l’offerta delle modalità Online resta molto basilare, allo stato attuale dei fatti. Nel menù di gioco ci sono troppe caselle contrassegnate con la scritta “in arrivo”, compresa quella delle Leghe (interessante introduzione del precedente capitolo) e quella delle Aste (il cui funzionamento è ancora da chiarire).

Tornano anche in questo capitolo i Drivatar, rivoluzionaria introduzione del quinto capitolo e marchio distintivo della saga. Il principio è sempre il medesimo: ogni giocatore connesso online genera un proprio “alter ego” digitale, o Drivatar, che correrà come pilota guidato dall’IA nelle gare di altri giocatori, impiegando lo stile di guida del proprietario. Questo permette di vedere in pista situazioni che di rado si notato in altre simulazioni di guida. I risultati raggiunti sono notevoli, con gli avversari perlopiù credibili nel loro comportamento in pista, anche se permane il “difetto” storico di questo approccio, ovvero una tendenza dei piloti virtuali ad essere molto aggressivi e poco rispettosi delle traiettorie degli avversari in curva.

Complessivamente, anche grazie alla presenza dello Split Screen in locale, del Forza Hub (una sorta di canale che vi tiene informati sulle novità del gioco) e degli eventi “Rivali”, perfetti per chi vuole sfide rapide e impegnative, non si può dire che l’offerta complessiva di Forza 7 sia carente, ma ammettiamo che ci saremmo aspettati qualche guizzo in più e, soprattutto, una maggiore distanza rispetto alle conquiste del precedente episodio.
L’unica novità davvero degna di nota è rappresentata dalle Mod: si tratta di modificatori che possono essere recuperati nelle casse premio, guadagnate alla fine delle competizioni o acquistate con crediti in-game. In pratica le Mod aggiungono degli obiettivi extra alle gare che stiamo per correre, riservandoci delle ricompense aggiuntive nel caso in cui si riesca a completarli. Eseguire sorpassi perfetti, limitare la visuale in modo che si possa gareggiare soltanto con l’inquadratura interna, imporre la disattivazione di uno specifico aiuto alla guida: si tratta di ghiotte opportunità per mettere alla prova la malleabilità del sistema di guida, sperimentare nuove opzioni, inquadrature, aumentare gradualmente la difficoltà. Una trovata sicuramente positiva, ma a nostro avviso non sufficiente a ravvivare una campagna dal piglio troppo arcade, ed in netta controtendenza rispetto al realismo a cui Forza Motorsport ha sempre aspirato.

Il modello di guida di Forza Motorsport 7 non tradisce ovviamente i suoi predecessori, ed anzi sembra recuperato quasi integralmente dal capitolo precedente. Le limature ci sono, i miglioramenti nella simulazione delle aderenze (soprattutto sul bagnato) e sullo spostamento dei carichi si sentono, con un volante alla mano, e le diverse auto hanno sempre comportamenti credibili e distinguibili.
Al giocatore è sempre lasciata grande libertà: è possibile giocare con il controsterzo e le derapate, scegliendo se adottare uno stile di guida pulito o uno più sporco ed aggressivo.
Il bilanciamento tra simulazione e licenze poetiche che da sempre caratterizza la serie, insomma, è come sempre ottimale. Forza Motorsport 7 non è una simulazione pura e non vuole raggiungere i livelli di Project Cars 2, ma è in grado di creare sensazioni di guida credibili, lasciando al tempo stesso intatta l’accessibilità, sempre presente grazie al buon numero di regolazioni relative alla difficoltà.
Traction Control, ABS, Controllo della stabilità ed assistenza completa al freno ed alla sterzata fanno la loro comparsa anche in questa incarnazione del corsistico Turn 10, permettendo ad ogni fascia di giocatore di godere dell’esperienza di guida. Il gioco è aperto, pertanto, sia a chi preferisce una “scampagnata” senza mai dover staccare il piede dall’acceleratore, sia a chi si esalta riuscendo a parzializzare il gas a dovere, limando secondi al proprio giro veloce dopo aver girato e rigirato sullo stesso tracciato per ore.
Se fate parte della prima categoria di giocatori, per altro, il consiglio è sempre lo stesso: anche grazie all’aiuto delle Mod, non lasciatevi intimorire e sperimentate quanto più possibile. Con po’ di curiosità e di pazienza è possibile disabilitare gli aiuti gradualmente, per godersi Forza Motorsport 7 nella sua forma migliore.

Resta vero, in ogni caso, che in certe categorie di vetture (quelle più stravaganti, diciamo) le sensazioni alla guida sono un po’ meno credibili, e che ancora ci sarebbe da lavorare sulle sensazioni restituite a bordo delle auto da rally, non sempre inclini alla derapata come ci si aspetterebbe dopo una frenata decisa.
Ottima, invece, la guida sul bagnato. L’arrivo delle condizioni climatiche dinamiche non è solo un miglioramento estetico, ma un elemento che ha profonde influenze sul gameplay. Investiti da un acquazzone scrosciante a metà gara, scopriamo ad esempio che si allungano le traiettorie di frenata, e pennellare al meglio le curve diventa una sfida molto più avvertibile.
Complessivamente, il “simcade” di Turn 10 resta, dal punto di vista del modello di guida, saldamente ai vertici della sua categoria. Senza voler inseguire la simulazione del già citato Project Cars 2, fa del realismo, della credibilità e della scalabilità i suoi vessilli.

Come abbiamo detto in apertura, Forza Motorsport 7 darà il meglio di sé su Xbox One X, rappresentando anzi una delle punte di diamanti della line-up in 4K del nuovo hardware.
I risultati che il team di sviluppo è riuscito ad ottenere sulla console in arrivo a inizio novembre dipendono strettamente dalle qualità dell’engine, che preferisce la leggerezza alla quantità di dettagli. Il motore mostra come sempre i muscoli quando si tratta di riprodurre i modelli delle vetture, eccellenti sia per quanto riguarda i lineamenti della carrozzeria (grazie a shader sempre più rifiniti) che per la riproduzione degli interni.
Un po’ meno esuberanti, invece, le doti visive dei circuiti, che nonostante un’ottima Draw Distance tendono a rimanere un po’ spogli, con elementi a bordo pista non molto convincenti, e la presenza di un po’ di aliasing (nuclearizzato invece su Xbox One X, almeno a giudicare dalle prove che abbiamo effettuato in diverse occasioni). I risultati qualitativi in termini di qualità scenica sono anche altalenanti, dal momento che nel novero dei 32 scenari disponibili si trovano alcune piste estratte da capitoli molti più vecchi. I circuiti recuperati da Forza Motorsport 4, nonostante siano stati rimessi a nuovo, restano molto meno brillanti rispetto a quelli inclusi nel sesto episodio, ed è proprio l’inedita gara di Dubai che dimostra quanto migliore avrebbe potuto essere la caratterizzazione visiva. Speriamo vivamente che nel prossimo capitolo il lifting grafico interessi finalmente anche le “scenografie”.
Se c’è un elemento per cui Forza Motorsport 7 si distingue indipendentemente dalla piattaforma, in ogni caso, è l’implementazione del meteo dinamico e la gestione dell’illuminazione. Che sia in notturna, con i fari delle auto che rivelano sfuggenti lembi d’asfalto, o all’alba, quando i timidi raggi del sole si affacciano all’orizzonte, lo spettacolo di Forza 7 è potente ed evocativo.

Anche la pioggia è implementata in maniera magistrale: le gocce che si infrangono sul cruscotto, il pulviscolo sollevato dalle vetture che ci sfrecciano davanti, e le pozzanghere che progressivamente si formano ai bordi della pista, compongono un quadro davvero eccezionale.
Tutto, ovviamente, gira a 60 frame al secondo, senza incertezze di sorta, confermando quando malleabile sia il motore a disposizione di Turn 10. Solo i tempi di caricamento sono un po’ estesi, ma niente di particolarmente problematico.

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