The Coma Recut Recensione: la scuola degli orrori


Gli ultimi anni hanno portato una profonda mutazione nell’ambito del mercato delle produzioni a tinte horror. Da una parte, il settore occidentale ha incoronato Outlast e seguiti come i principali esponenti di un modo di spaventare in grado di dosare sapientemente momenti di terrore puro con una perenne sensazione di angoscia, garantita da un’atmosfera sempre tesa e terrificante.
Dall’altra, di contro, gli sviluppatori giapponesi hanno reinventato i propri meccanismi della paura, riscrivendo, ad esempio, la formula di Resident Evil grazie alla visuale in soggettiva, in precedenza non così popolare nelle opere asiatiche e ben poco sfruttata nella longeva saga di Capcom.
Tra i due estremi sono emersi paesi come la Corea e la Cina, intenzionati a salire alla ribalta del panorama videoludico con piccoli titoli (spesso remake di prodotti del passato poco diffusi in Europa ed America) riproposti in un mercato che attualmente appare come maggiormente ricettivo, anche e soprattutto di prodotti di nicchia e molto settoriali.
Dopo White Day: A Labyrinth named School e Detention, quindi, The Coma (distribuito originariamente su PC nel 2015) è il terzo gioco coreano di stampo orrorifico a raggiungere i mercati occidentali con una nuova versione rimasterizzata, sottotitolata Recut, disponibile questa volta anche su Nintendo Switch.

Proprio come in White Day, anche in The Coma la vicenda si svolge in un luogo che per i ragazzi può rappresentare al contempo sia il principale polo di aggregazione sia una costante tortura: la scuola.
In The Coma si tratta della Senwa High School, nella quale stanno per svolgersi gli esami di fine semestre: un passaggio importante sia per gli studenti più giovani, arrivati ad una delle prime sfide veramente importanti della vita, sia per coloro che si preparano a decidere il proprio percorso universitario.
Nel giorno fatidico della prova, Youngho si sveglia in ritardo dopo aver studiato tutta la notte e, complice la notte insonne, durante uno dei test scritti si lascia sopraffare dalla stanchezza, addormentandosi sul proprio banco. Il suo risveglio sancirà l’inizio di un incubo: perché fuori è già buio? Dove sono andati tutti? Perché la scuola sembra in rovina? E soprattutto, perché la sua professoressa preferita lo sta inseguendo con in mano un taglierino insanguinato e il volto sfigurato da una smorfia di follia?
Senza riuscire ad imbastire una trama degna delle sue interessanti premesse, The Coma si presenta come una semplicissima avventura 2D a scorrimento laterale, con elementi stealth molto limitati e uno stile manga (o “Manhwa” in coreano) disegnato a mano. Controlleremo quindi Youngho esplorando la scuola, nel tentativo di raggiungere una via di fuga dall’edificio ed eventualmente cercando di trovare le risposte alla moltitudine di domande che si insinuano nella sua mente.
A livello di gameplay potremo camminare e correre, stando però ben attenti a non azzerare la nostra resistenza, da tenere sempre sott’occhio grazie ad un indicatore posto ai margini dello schermo.

Muoversi rapidamente è infatti importantissimo quando verremo braccati dalla professoressa assassina: avremo l’opportunità, a tal proposito, di nascondersi in armadi e altri elementi del mobilio, oppure abbassarci in silenzio sotto a tavoli e banchi, sperando di passare inosservati. La resistenza può essere recuperata bevendo e mangiando, sfruttando bottigliette d’acqua e sacchetti di patatine da scovare negli ambienti oppure da acquistare alle macchinette automatiche, ovviamente a patto di aver fatto sufficientemente scorta di monetine. Tutta la progressione, più che trasmettere terrore, genera invece un senso di noia e ridondnanza. Nonostante la buona atmosfera, del resto, il ripetersi costante delle medesime meccaniche finisce per alleggerire la tensione: l’assenza di strategie sufficientemente varie per sfuggire alle insidie, inoltre, non impegna come dovrebbe la materia grigia del giocatore.
L’inventario, in aggiunta, è limitato dalla capienza del proprio zainetto e non è possibile combattere in alcun modo, segno che la fuga è l’unica opzione possibile, ponendo di fatto The Coma all’interno nel filone di avventure nato (e portato al successo) da Clock Tower.
Al confronto, però, The Coma risulta molto meno affascinante e l’intera produzione ci è parsa indubbiamente poco curata, sia a livello di design che di dialoghi, spesso dozzinali e localizzati solo in un inglese alquanto imperfetto. Inoltre l’attuale versione Recut si è dimostrata ben poco rifinita a livello di esperienza: per avanzare nei dialoghi è necessario, infatti, premere più volte il tasto di conferma, mentre i salvataggi, da effettuare in presenza delle lavagne poste all’interno di alcune aule, riportano unora differente rispetto a quella di sistema di Switch, segno che il processo di sviluppo è stato tutt’altro che accurato.