Minecraft Story Mode Stagione 2 Episodio 4: Below the Bedrock Recensione


Dobbiamo ammetterlo: Minecraft Story Mode ci sta sorprendendo ogni giorno di più. Anche negli episodi meno brillanti – come in questo caso – riesce a mettere sul piatto rivelazioni e colpi di scena che riescono, in un istante, a cancellare tutto ciò che di negativo ci eravamo trovati ad affrontare fino a pochi secondi prima. La seconda stagione sta pian piano dando vita ad una storia ancor più convincente di quella messa in scena dal primo arco narrativo. Romeo, o l’Admin se preferite, è un personaggio carismatico, minaccioso, potente. Non un mostro gigantesco come il Witherstorm della prima stagione, ma un semplice essere umano dal potere ineguagliabile, così forte da creare mondi interi e sconvolgere quelli creati dagli altri. Così come è successo all’universo di Xara, nuovo personaggio introdotto nell’episodio precedente con il nome di “Prigioniero X“. Una ragazza condannata alla sofferenza e a vedere il proprio operato completamente devastato dall’operato malvagio del terzo Admin, un tempo suo collega.

Il quarto episodio della stagione corrente si svolge proprio là, nell’oscuro e morente mondo creato da Xara anni addietro, prima che la prepotenza e l’ambizione di Romeo la costringesse a vivere buona parte dei restanti giorni della sua vita in una cella di sicurezza.

Ciò che veniva ricordato dalla ragazza come un’oasi di pace è stato nel frattempo inglobato dall’oscurità, e i pochi superstiti sono costretti a nascondersi da un terrificante Enderman gigante, impossibile da sconfiggere. I novanta minuti trascorsi in compagnia di Below the Bedrock sono scanditi da alti e bassi, da segmenti straripanti d’azione che cedono improvvisamente il passo a tediose fasi punta e clicca, le quali – a differenza di quanto accadeva nella precedente stagione – sembrano sempre meno elaborate e convincenti. A rubare la scena sono però, ancora una volta, i numerosi risvolti narrativi: un fittissimo intreccio di trame e sotto-trame interessanti e, nella maggior parte dei casi, anche piuttosto avvincenti. Pur mantenendo un target estremamente giovane, inoltre, l’intera produzione pare aver iniziato – finalmente! – a valorizzare con maggior successo la propria parte drammatica ed emotiva. Sebbene ci sia palesemente ancora molto da lavorare in tal senso, Minecraft Story Mode ha iniziato, nel bene e nel male, la transizione verso uno storytelling più adulto, che punta ad associare alle facezie di cui la serie è da sempre ricolma numerosi spunti di riflessione. Non abbiamo invece apprezzato moltissimo il continuo lagnarsi di Petra, ancora una volta vittima di uno dei suoi immancabili “momenti nostalgia“. Una macchia che, pur non rendendo meno godibile l’episodio, lascia una punta di amaro in bocca. Forse è semplicemente la preparazione per qualcosa che verrà, ma le sue preoccupazioni per il futuro e il conseguente discorsetto sull’amicizia e sui tempi che cambiano sembra più che altro un altro modo estremamente banale per empatizzare con la propria audience, portandosi a casa i facili consensi dei teenager che, crescendo, stanno avendo esattamente gli stessi problemi. Qualunque sia la verità, il risultato non cambia: quella breve porzione di episodio è completamente inutile e mal inserita nel contesto, un vero e proprio riempitivo fine a se stesso.

Man mano che la componente riflessiva del titolo, come dicevamo poc’anzi, continua ad affievolirsi e a farsi sempre più da parte, la vena action della produzione cerca di compensare mostrandosi sempre più forte e variegata, intenta a mostrare i muscoli molto più di quanto non avesse fatto in passato. In effetti, ad oggi quella di Jesse e compagni e l’avventura di Telltale che più ha osato in tal senso.

Le basilari interazioni con mostri di piccola taglia hanno pian piano ceduto il passo a una serie di boss fight e di combattimenti più liberi e imponenti, non sempre riuscitissimi, ma comunque apprezzabili. Dopo aver introdotto battaglie con schivate e pattern ben riconoscibili da contrastare, questa volta a fare la sua comparsa è un inedito sistema di targeting dei nemici. Potremo scegliere quale bersaglio attaccare, insomma, sebbene questa opportunità, all’atto pratico, serva ben poco. I movimenti dei nemici restano sempre molto lenti e prevedibili, mentre le hitbox sono così grandi che, nella maggior parte dei casi, ci siamo trovati a colpire tre mostriciattoli alla volta senza neanche accorgercene. Tutto ciò trasforma quella che poteva essere un’interessante novità in un esercizio di stile futile e poco riuscito.

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