Pro Cycling Manager 2017 Recensione


Qualche giorno fa abbiamo avuto modo di parlare di Le Tour de France 2017, la nuova iterazione della serie ciclistica targata Cyanide e Focus Interactive che, da oltre una decade, monopolizza questa particolare fetta di mercato videoludico dedicato alle due rote. Come ormai di consueto, anche quest’anno l’appuntamento con le due ruote digitali si scinde in due tronconi ben distinti: su console, come abbiamo visto, con un’esperienza più diretta e su PC, con un titolo dal piglio manageriale, più ragionato, teso ad abbracciare ogni aspetto dedicato alla nascita e alla gestione del nostro team. Pro Cycling Manager 2017, insomma, punta ancora una volta a solleticare le nostre velleità da Direttori Sportivi, troppo spesso sfoggiate davanti alla TV e impreziosite da commenti e consigli che, ovviamente, i ciclisti impegnati nelle tre estenuanti settimane del Tour non possono certo seguire.
Cyanide ci dà l’opportunità di incanalare le nostre ambizioni davanti al PC, facendoci assaporare parte dell’atmosfera che si respira dietro le quinte di quel carrozzone itinerante ricolmo di fascino che è il ciclismo.
E che, in questa stagione, ci ha già regalato immense emozioni, con il Giro del centenario al cardiopalmo e un campionato italiano che ha cinto d’alloro il giovane noneso in forza a Sky, Gianni Moscon, per la prova a cronometro e un fenomenale Fabio Aru (reduce da un periodo davvero difficile, ma tra i favoriti per portare la Gialla a Parigi) per la prova su strada. L’edizione 2017 di Pro Cycling Manager, come vedremo, non si discosta più di tanto dai canoni che caratterizzano da sempre la serie.
Ciononostante, la formula di gioco – ormai ben rodata – viene però limata, perfezionata e arricchita da alcune importanti novità con cui il team di sviluppo ci fa intendere la precisa volontà di non adagiarsi sugli allori e continuare sulla via del rinnovamento.

Pro Cycling Manager 2017 ci stuzzica con un obiettivo tanto ambizioso quanto classico: assumere il controllo di una squadra professionistica plasmandola dalle fondamenta, preparare gli atleti curandoli sotto ogni minimo aspetto e guidarli lungo un calendario costellato da centinaia di appuntamenti (famosi e meno conosciuti), sino all’imperdibile Grand Boucle francese. Non solo: per aumentare la varietà contenutistica, sono state introdotte anche le otto discipline tipiche della velocità su pista come il Keirin, lo Scratch, l’inseguimento all’americana, le corse a punti e l’Omnium. Dunque, in qualità di novelli Team Manager nella modalità Carriera siamo chiamati a organizzare e preoccuparci di ogni singolo aspetto della vita della squadra sotto la nostra gestione. In questo senso, la modalità principale ci permette di scegliere una squadra proveniente da una delle tre divisioni principali (amatoriali o professionistiche) ovvero Continental, Continental Pro e World Tour. Purtroppo, nonostante lo studio di sviluppo detenga la maggior parte dei diritti, come accade sul fronte console non tutte le squadre, gli atleti e le attrezzature sono stati coperti da licenza ufficiale, per questo alcuni nomi risulteranno storpiati. Poco male, perché il tool di personalizzazione ci consente di modificare e creare da zero nomi, equipaggiamento, tappe (scegliendo i tracciati tra le migliaia di chilometri a disposizione), divise e così via. La supervisione del team, comunque, non si limita alla macrogestione generale in vista degli appuntamenti fissati in calendario: Pro Cycling Manager 2017 vuole ampliare il ventaglio di possibilità manageriali rispetto al recente passato, approfondendo ancor più l’aspetto tecnico della gestione. Ora, infatti, non ci dobbiamo “limitare” a soddisfare le ambizioni economiche dello sponsor; siglare contratti con i membri del team e gestire il rapporto col reparto R&D per trovare l’attrezzatura più competitiva. Possiamo creare delle tabelle di allenamento personalizzate per il singolo corridore, così da adattarle alle caratteristiche fisiche di ognuno e agli obbiettivi stagionali (tanto di squadra, quanto del singolo atleta) prefissati. La possibilità di tenere sotto costante controllo lo stato di forma e motivazione di ogni membro del team ci consente non solo di avere una squadra sempre al top, ma anche di poter selezionare gli elementi migliori da portare agli eventi da una rosa più ampia.

Un bravo Team Manager, però, non agisce mai da solo. La chiave del successo, anche in questo caso, è rappresentata dal lavoro di squadra. Questa nuova declinazione del brand, finalmente, rifà il trucco ai collaboratori, ovvero il personale a cui scaricare parte delle nostre incombenze. Inviando gli scout in giro per il mondo è possibile scovare giovani promesse da ingaggiare a basso costo per farli sbocciare; i preparatori atletici, invece, possono concentrarsi su specifiche tipologie di allenamento, così da preparare i corridori al meglio. Sullo staff medico, infine, non bisognerebbe mai lesinare sulle spese, dato che il lavoro dei dottori e fisioterapisti può far variare di molto i tempi di recupero dei ciclisti in caso di infortunio.

In generale, la gestione della squadra (atleti e staff) ci è parsa più “sul pezzo” rispetto al passato e ciò, probabilmente, è dovuto in parte anche a una razionalizzazione delle molte schermate in cui vengono sciorinati i dati e le statistiche.
Una volta lasciata l’area tecnica è il momento di salire in ammiraglia. Se siete tipi riflessivi e non amate seguire l’azione è ovviamente sempre possibile lasciar fare all’I.A. che si occuperà di simulare la gara per voi. Per un’esperienza completa e più soddisfacente, però, vi consigliamo di entrare nelle tre dimensioni e gestire la corsa in modo più dinamico, controllando ogni atleta e adattando la strategia a seconda delle situazioni che nasceranno in corsa. Si possono gestire i rifornimenti, le tattiche di squadra, gli sforzi, pianificare le fughe o “uccidere” la gara neutralizzando ogni scatto per proteggere gli uomini di classifica. L’intelligenza artificiale degli atleti sotto il nostro controllo e degli avversari, ci è parsa fortunatamente ancor più reattiva rispetto al passato, innovazione evidentemente mutuata dal capitolo console con il quale condivide anche l’engine fisico e ogni altro aspetto legato alle sessioni tridimensionali, compresa la velocità dell’azione e la gestione della telecamera. Se la via del dirigente tuttofare non fa proprio per voi e avete sempre bramato una carriera da ciclisti professionisti è sempre possibile gettarsi direttamente in gruppo grazie alla modalità Pro Cycling. Quest’ultima ci consente di vestire i panni di un singolo, giovane, corridore e seguirlo nella sua gavetta per entrare nel gotha del ciclismo mondiale. Insomma, dobbiamo sudare e faticare parecchio per trovare un sellino in una squadra importante, soddisfare gli obbiettivi prefissati a inizio stagione, mantenere (e migliorare) la condizione fisica per tenere testa ai campionissimi e, soprattutto, per avanzare pretese nei colloqui col manager del team. Una volta raggiunta una certa notorietà, infatti, è possibile trattare l’ingaggio e chiedere l’assegnazione di gregari fidati, i quali si metteranno a nostra totale disposizione. La parte manageriale è, tutto sommato, ben fatta anche se forse un po’ troppo semplicistica, almeno per chi conosce a fondo le pressioni a cui sono sottoposti i corridori.

A differenza della controparte console, Pro Cycling Manager possiede una componente online stratificata che consente ai giocatori di creare il proprio clan, oppure entrare in uno esistente, e sfidare altri ciclisti (o Team Manager) da tutto il mondo a suon di Tour, tappe veloci e una miriade di altri eventi. È possibile creare e personalizzare tappe e tornei, confrontare i risultati e scalare le classifiche multiplayer. Aggiunte più che gradite, insomma, che ci fanno rimpiangere ancor di più il fatto che su console tutto questo ancora non esiste. Un vero peccato perché, oltre ad esser divertente e mettere alla prova contro altri avversari umani le nostre abilità, i server sono discretamente popolati; segno che la community esiste ed è molto vivace. I ragazzi di Cyanide, poi, giusto per non farsi mancare niente hanno voluto allinearsi ad altri titoli sportivi introducendo una parte dedicata alla collezione delle figurine dei ciclisti (con la classica tripartizione “bronzo”, “argento”, “oro”) mettendo in vendita i pacchetti, acquistabili sia con denaro reale, sia con la valuta in game. Per il momento, questo non è altro che un orpello avulso dall’esperienza di gioco principale ma, chissà, potrebbe esser la prova generale per introdurre una modalità “Ultimate” anche in Pro Cycling Manager.

Infine, qualche parola può esser spesa riguardo al comparto tecnico. Sotto questo profilo, rientrando nella categoria dei manageriali, l’ultima fatica targata Cyanide si limita a svolgere il classico compitino. Va detto che il layout delle schermate e delle molteplici tabelle ricolme di statistiche è stato razionalizzato per essere maggiormente intuitivo, anche rispetto al buon lavoro svolto la scorsa edizione, e consentire una più rapida consultazione dei dati. L’engine che sostiene la parte tridimensionale, invece, non è altro che la versione dello scorso anno leggermente corretta. Ad esser migliorati, fortunatamente, sono i tempi di caricamento, finalmente compresi entro limiti “umani”.

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