Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition Recensione: si torna su Marte!


Era il 2009 quando Red Faction: Guerrilla approdava sui nostri scaffali per PlayStation 3 e Xbox 360, portando con sé una sfilza di novità assolute sia per il genere che per la generazione di riferimento. Una delle saghe videoludiche, la prima in assoluto per la precisione, che faceva della distruttibilità ambientale un marchio di fabbrica fu rimessa a punto dal team di THQ, rivoluzionando una serie di aspetti interni come la struttura stessa del gameplay, passando da una collaudata visuale in soggettiva a una terza persona che rendeva molto più fruibile la sua natura da action free roaming. A quasi dieci anni di distanza il titolo torna con Red Faction: Guerrilla Re-mars-tered Edition, una versione rifinita a puntino per essere distribuita su PC e sulle attuali ammiraglie Sony e Microsoft e che sarà disponibile a partire dal 3 luglio 2018. Abbiamo rigiocato l’adrenalinica avventura riproposta da THQ, per cui l’opera rimasterizzata rappresenta un’occasione utile a rispolverare una vecchia gloria del genere di riferimento, pur facendo sentire con prepotenza tutto il peso dei suoi anni.

La trama di Red Faction: Guerrilla attinge dalle principali storie che mischiano le dinamiche sci-fi con l’immaginario di una space opera più o meno profonda, portandoci in un futuro non troppo lontano in cui l’uomo è finalmente riuscito a colonizzare gli altri pianeti del sistema solare, mettendo piede sul lontano e misterioso Marte.

Il pianeta rosso, a dispetto di tutte le credenze derivate dalla cinematografia di genere e dal folklore popolare sull’esistenza di forme di vita extraterrestri, risulta pienamente disabitato; tuttavia le sue risorse, le materie prime e i siti minerari si sono rivelati essenziali sia per la presenza umana che abita la superficie marziana che per il futuro dell’umanità stessa, che riuscirebbe a giovare profondamente dei progressi tecnologici e scientifici resi possibili dallo studio dell’atmosfera di Marte. In questo contesto opera il protagonista, Alec Mason, che si ritrova coinvolto suo malgrado in una guerra tra la EDF (Earth Defence Federation) e un’organizzazione ribelle che si oppone al regime dittatoriale della federazione dedita alla terraformazione di Marte: la Red Faction, appunto. La EDF, infatti, ha consolidato nel tempo il proprio status quo, insediandosi sul pianeta rosso e seminando il terrore nei confronti della popolazione dopo aver spodestato la precedente dittatura rappresentata dalla ULTOR Corporation, mentre i rivoluzionari della Red Faction cercano di demolirne le strutture per diminuire l’influenza della EDF sul territorio. Il protagonista, Alec, un giorno assiste alla tragica morte del fratello, avvenuta proprio per mano dei militari del regime, e una serie di eventi rocamboleschi lo costringe contro la sua volontà a inserirsi nei ranghi dell’organizzazione ribelle. La parola d’ordine di Red Faction: Guerrilla, così come dell’edizione Re-mars-tered, è una sola: demolizione. Il motore grafico del titolo, il GEO-MOD 2.0, garantisce proprio un alto tasso di distruttibilità dell’ambiente, una meccanica che assume sin dalle battute iniziali (con il tutorial volto a farci prendere dimestichezza con le feature di base) l’elemento centrale della produzione. L’avventura di Alec si svolge sulla superficie di Marte, un open world più o meno vasto diviso in sei Settori nei quali si potranno portare a termine le missioni principali della Storia o alcuni incarichi secondari che consistono tutti nel distruggere, abbattere e far saltare in aria nei modi più disparati edifici di vario genere.

Dal punto di vista dell’offerta e della sua struttura, Red Faction. Guerrilla Re-mars-tered propone gli stessi identici contenuti della release originale del 2009, composti da una modalità single player con tanto di campagna e un’offerta multiplayer piuttosto corposa, divisa nelle consuete 7 modalità distribuite in oltre 20 mappe e con una dozzina di armi diverse a disposizione.
Ne risulta invariata anche la formula ludica, che ci chiede di aggirarci nel mondo di gioco a piedi o sfruttando diverse tipologie di veicoli con il solo obiettivo di fare terra bruciata attraverso colpi di martello o detonazioni esplosive, seminando caos e distruzione utilizzando anche alcune basilari armi da fuoco per sgominare i singoli nemici dell’EDF, che tenteranno di fermare l’opera di Mason.

Il team di sviluppo ha svolto senza dubbio un buon lavoro nell’opera di rifinitura del comparto estetico, rendendo le texture più definite e mettendo in scena un maggior livello di dettaglio raggiungendo, in definitiva, una resa visiva più gradevole e consona all’hardware di PlayStation 4 e Xbox One, con pieno supporto alla risoluzione 4K su tutte le piattaforme disponibili. La messa a punto si evince soprattutto nelle sequenze video, in cui l’opera di conversione in alta definizione si unisce al taglio cinematografico della produzione: il risultato offre una visione delle cinematiche estremamente più gradevole, con un upgrade tanto dell’illuminazione quanto nei character design, in cui i volti dei protagonisti risultano questa volta più espressivi e dettagliati. La resa finale dell’edizione remaster di Red Faction: Guerrilla in termini visivi, in conclusione, non fa gridare certo al miracolo per un titolo dal comparto tecnico estremamente limitato, ma di certo il team di sviluppo ha svolto un ottimo lavoro di rifinitura per una creatura che avverte tutto il peso dei quasi dieci anni trascorsi dal suo esordio.

Il vero neo alla base di Red Faction: Guerrilla Re-mars-tered Edition, infatti, sta nella sua essenza ludica: pur riconoscendo l’importanza che ha rivestito sia per la serie che per il genere, portando a suo modo una versione ancor più libera ed esplosiva del GTA di turno che in quegli anni dominava gli scaffali dei negozi in ogni edizione, episodio e formato possibile, risulta evidente quanto il titolo ad oggi sia invecchiato piuttosto male. Se da un lato la trama della campagna principale può raccontare una storia interessante, dall’altro la produzione presta il fianco ad animazioni estremamente macchinose e una formula di gioco stanca, obsoleta e ripetitiva. L’estrema libertà concessa dal free roaming dona qualche ora di divertimento a cuor leggero e cervello spento, ma è impossibile non tener conto degli evidenti limiti tecnici che affondano le proprie radici in un prodotto sviluppato per gli hardware della scorsa generazione, oltre al fatto che oggi il genere del free roaming, con ambienti ed elementi altamente distruttibili, porta con sé esponenti di un certo spessore come le più recenti incarnazioni di Just Cause. Ad appesantire il tutto, poi, entra in gioco un gunplay estremamente irrisorio e basilare che, pur non rappresentando né il fiore all’occhiello né l’elemento centrale della produzione, fa a sua volta sentire tutto il peso dei suoi anni con un arsenale di armi non particolarmente ricco e un sistema di mira superficiale e poco ispirato.
Ad oggi, con quasi una decade sulle spalle e a ridosso del ciclo finale di una generazione successiva, con una sfilza di esponenti ben più sontuosi e consoni agli attuali standard tecnici, l’avventura di Alec Mason sul pianeta rosso (anche in versione rimasterizzata) risulta un’esperienza un po’ vetusta, non fosse per un comparto visivo messo a punto a dovere e una buona ottimizzazione tra risoluzione e frame rate, che garantisce una fluidità generale propedeutica a un’esperienza in tutto e per tutto esplosiva. Il giusto compromesso, a parer nostro, tra un comparto tecnico anacronistico e gli attuali standard generazionali.

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