Spider-Man Homecoming VR Experience Recensione


La Realtà Virtuale, diceva Shuhei Yoshida molto tempo prima che PlayStation VR arrivasse nei negozi, non è una semplice estensione del mondo videoludico, bensì un nuovo medium, dotato di un proprio linguaggio e di funzioni peculiari e caratteristiche. L’impegno di Sony nel campo della VR si è mantenuto sempre fedele a questa concezione, dal momento che sul PSN è possibile trovare anche prodotti non spiccatamente ludici, definite come “esperienze” mollemente interattive o puramente spettatoriali. Pensiamo ad esempio a Perfect, affascinante raccolta di panorami virtuali, oppure alle “Underwater Experience“, che ci permettono di immergerci nei fondali marini grazie al loro piglio documentaristico.
Annoverate tra le “experience” troviamo anche quei brevissimi prodotti interattivi legati all’uscita dei grandi Blockbuster o di qualche lungometraggio comunque caro al pubblico videoludico, come ad esempio quella dedicata a Resident Evil Vendetta oppure quella che ci ha portato sul pianeta rosso per vivere in prima persona alcuni scampoli dell’avventura di The Martian.
Proprio in queste settimane è arrivata anche l’esperienza in VR per celebrare l’uscita di Spiderman: Homecoming, la nuova versione cinematografica del ben noto arrampicamuri. Il prodotto può essere scaricato gratuitamente, e promette di far vivere in prima persona agli utenti l’emozione di impersonare l’Uomo-Ragno.

Purtroppo, come vedremo, Spiderman: Homecoming – Virtual Reality Experience non fa nulla per nascondere la sua finalità esplicitamente promozionale, risultando davvero troppo breve e poco stratificata persino per saziare i curiosi.
Indossato il caschetto e impugnati i due Move (i controller di movimento sono l’unico sistema di controllo disponibile, a dimostrazione di quanto il rilevamento dei movimenti sia fondamentale per l’immersione), ci si ritrova immediatamente catapultati su un tetto di Manhattan. È possibile guardarsi intorno, vedere le auto che sfrecciano sulle avenue newyorkesi, per avvertire immediatamente il forte senso di presenza e spazialità garantito dalla Realtà Virtuale. Ben presto la nostra attenzione verrà però calamitata da un’ingombrante valigetta, che il buon Tony Stark deve aver appena consegnato a Peter Parker. Al suo interno c’è la tecnologica tuta del nuovo Spiderman: il momento della vestizione ricorda da vicino quello vissuto nell’ottimo Batman Arkham VR, a dimostrazione che il “canone” (ludico ma anche narrativo) definito da Rocksteady potrebbe facilmente essere esportato in altri prodotti.
Una volta indossata la maschera, è il momento di provare i due spara-ragnatele, e le loro funzionalità. In buona sostanza Spiderman: Homecoming – VR Experience è una sorta di tiro al bersaglio, in cui bisogna prima testare il fuoco a raffica contro alcune bottiglie di vetro disposte nell’area, poi provare l’efficacia delle granate appiccicose, e infine strappare qualche poster sfruttando il colloso polimero inventato da Parker.
Prendere confidenza con gli “strumenti del mestiere” è un’operazione assimilabile ad uno dei molti tutorial che ci vengono proposti all’inizio delle avventure virtuali, e così quando, al termine dell’operazione, vediamo un’esplosione che sconquassa in lontananza le strade di New York, immaginiamo di dover entrare finalmente in azione. Di lì a poco, in effetti, Spiderman avrà un brutto incontro con il Villain del nuovo film, l’Avvoltoio (interpretato da un ottimo Michael Keaton). Volando sulla testa di Peter grazie alla sua tuta, e sparando letali proiettili grazie alla tecnologia aliena rielaborata dal suo team, l’Avvoltoio metterà immediatamente a rischio l’incolumità dei cittadini, rischiando di far crollare sulla testa di qualche malcapitato il braccio metallico di un’enorme gru. Sarà proprio sfruttando i vari tipi di ragnatela provati pochi istanti prima che l’Uomo-Ragno salverà la situazione.
Purtroppo, questa condensatissima Experience finirà proprio qui: mentre Spidey si lancerà all’inseguimento del nemico, lo schermo sfumerà al nero per ospitare poi il titolo e la data d’uscita del lungometraggio.
Pur essendo completamente insomma, la VR Experience di Spiderman: Homecoming è davvero un’occasione persa.

Chiudendosi proprio sul più bello, appena cinque minuti dopo l’avvio dell’applicazione, lascerà l’utente un po’ spiazzato, a fantasticare su come l’avventura virtuale dell’arrampicamuri avrebbe potuto proseguire. Ci sarebbe stato il margine per creare un prodotto che seguisse le orme del già citato Arkham VR, magari più condensato e leggero, ma di certo non così povero ed evanescente. Allo stato attuale dei fatti, purtroppo, questa esperienza non riesce neppure ad allinearsi all’offerta dei software similari, che in maniera molto più attenta hanno esplorato e digitalizzato le atmosfere e le situazioni dei film di riferimento.
L’unica speranza è che il concept di base possa essere recuperato ed espanso: anche eliminando del tutto l’incedere avventuroso e sviluppando una sorta di tiro al bersaglio in salsa Marvel, si avrebbe comunque un progetto più interessante di quello che ci siamo trovati per le mani.

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